Con la partecipazione di una folta cornice di cittadini fortemente
interessati ad avere notizie dettagliate sull’argomento, si è svolta
mercoledì scorso alle ore 18.30 presso il Ristorante da Cencio in Via
Privito l’assemblea informativa sulla ipotesi di realizzazione di un
impianto per la produzione di biogas nel territorio di Supino.
L’iniziativa fortemente voluta dal circolo del Partito Democratico e dal
gruppo consiliare Cambia Supino è stato un momento di confronto serio e
costruttivo con la cittadinanza a cui sono stati fatti vedere i
documenti e fornite informazioni e chiarimenti su un progetto che
qualora dovesse essere realizzato rappresenterebbe il colpo di grazia
nei confronti di un territorio devastato a livello ambientale. Molte
sono state le questioni affrontate dagli ospiti che hanno risposto al
nostro invito gli ingegneri Giovanni Cavallo e Maurizio Picchi, il
consigliere di SEL al Comune di Ferentino Marco Maddalena e l’esponente
di Retuvasa Alberto Valleriani. Innanzitutto torniamo a sottolineare che
tutta la procedura attivata dal Comune di Supino risulta fortemente
anomala per diversi aspetti quali la mancata pubblicazione all’albo
on-line dell’invito della Provincia di Frosinone alla conferenza di
servizi preliminare, la presenza alla riunione dell’assessore
all’ambiente senza una delega formale del Sindaco o magari una
deliberazione preventiva del consiglio comunale, per non sottolineare
che l’invito della Provincia è stato protocollato il 22 aprile e la
conferenza di servizi era fissata per il 23 aprile. Ribadiamo che un
impianto che tratta 40.000 tonnellate non serve a migliorare al raccolta
dei rifiuti nel territorio comunale, ma solo ad aggravare la situazione
delle emissioni di cattivi odori, a peggiorare il traffico veicolare in
quanto oltre 2000 tir transiterebbero sulle nostre strade. Inoltre, il
progetto presentato non dice da quali siti provengano questi rifiuti, la
cui natura, abbiamo già avuto modo di sottolineare non è solo legata
all’organico domestico, ma a diverse fonti tra cui anche scarti di
lavorazioni industriali, fanghi, carcasse animali ed altro. A Supino non
serve tutto questo, anche perché, come hanno spiegato i tecnici un
impianto di questa portata che occupa una porzione di territorio pari a
sei ettari, mette a rischio l’esistenza stessa delle attività
imprenditoriali presenti nella zona, che potrebbero non reggere
all’impatto. Al Sindaco che ci ha accusato in modo maldestro abbiamo
risposto con i fatti. Non servono sfide, non si tratta di un torneo
sportivo, occorre un confronto serio in quanto si decidono i destini ed
il futuro di una comunità. Su questo terreno siamo disponibili al
confronto. Viceversa daremo battaglia fino in fondo per difendere la
dignità più volte calpestata del nostro territorio e, ribadiamo, la
salute dei cittadinivenerdì 27 giugno 2014
A Supino non serve un impianto di 40000 tonnellate
Con la partecipazione di una folta cornice di cittadini fortemente
interessati ad avere notizie dettagliate sull’argomento, si è svolta
mercoledì scorso alle ore 18.30 presso il Ristorante da Cencio in Via
Privito l’assemblea informativa sulla ipotesi di realizzazione di un
impianto per la produzione di biogas nel territorio di Supino.
L’iniziativa fortemente voluta dal circolo del Partito Democratico e dal
gruppo consiliare Cambia Supino è stato un momento di confronto serio e
costruttivo con la cittadinanza a cui sono stati fatti vedere i
documenti e fornite informazioni e chiarimenti su un progetto che
qualora dovesse essere realizzato rappresenterebbe il colpo di grazia
nei confronti di un territorio devastato a livello ambientale. Molte
sono state le questioni affrontate dagli ospiti che hanno risposto al
nostro invito gli ingegneri Giovanni Cavallo e Maurizio Picchi, il
consigliere di SEL al Comune di Ferentino Marco Maddalena e l’esponente
di Retuvasa Alberto Valleriani. Innanzitutto torniamo a sottolineare che
tutta la procedura attivata dal Comune di Supino risulta fortemente
anomala per diversi aspetti quali la mancata pubblicazione all’albo
on-line dell’invito della Provincia di Frosinone alla conferenza di
servizi preliminare, la presenza alla riunione dell’assessore
all’ambiente senza una delega formale del Sindaco o magari una
deliberazione preventiva del consiglio comunale, per non sottolineare
che l’invito della Provincia è stato protocollato il 22 aprile e la
conferenza di servizi era fissata per il 23 aprile. Ribadiamo che un
impianto che tratta 40.000 tonnellate non serve a migliorare al raccolta
dei rifiuti nel territorio comunale, ma solo ad aggravare la situazione
delle emissioni di cattivi odori, a peggiorare il traffico veicolare in
quanto oltre 2000 tir transiterebbero sulle nostre strade. Inoltre, il
progetto presentato non dice da quali siti provengano questi rifiuti, la
cui natura, abbiamo già avuto modo di sottolineare non è solo legata
all’organico domestico, ma a diverse fonti tra cui anche scarti di
lavorazioni industriali, fanghi, carcasse animali ed altro. A Supino non
serve tutto questo, anche perché, come hanno spiegato i tecnici un
impianto di questa portata che occupa una porzione di territorio pari a
sei ettari, mette a rischio l’esistenza stessa delle attività
imprenditoriali presenti nella zona, che potrebbero non reggere
all’impatto. Al Sindaco che ci ha accusato in modo maldestro abbiamo
risposto con i fatti. Non servono sfide, non si tratta di un torneo
sportivo, occorre un confronto serio in quanto si decidono i destini ed
il futuro di una comunità. Su questo terreno siamo disponibili al
confronto. Viceversa daremo battaglia fino in fondo per difendere la
dignità più volte calpestata del nostro territorio e, ribadiamo, la
salute dei cittadini
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