martedì 28 ottobre 2008

Siamo Tutti Saviano


É un problema di democrazia, è un problema di tutti noi. Questo il cuore dell'appello che sei premi Nobel hanno lanciato a garanzia della “libertà nella sicurezza” di Roberto Saviano, autore del bestseller Gomorra e minacciato dalla camorra. Le prime firme sono quelle di Dario FoMikhail Gorbaciov, l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutue, il tedesco Günter Grass, il turco Orhan Pamuk e Rita Levi Montalcini.

I premi Nobel si sono mobilitati per chiedere allo Stato italiano di proteggere Saviano dalle minacce di morte del clan dei Casalesi e di sconfiggere la camorra. Le adesioni all'appello possono essere sottoscritte online direttamente sul sito di Repubblica.
Anche il Partito Democratico si è attivato in prima persona. Sabato durante la manifestazione “Salva l'Italia”, al Circo Massimo sono stati allestiti dei banchetti per la raccolta di firme in favore dello scrittore.

Le ultime settimane ha visto un acutizzarsi dei pericoli e delle tensioni contro Roberto Saviano. Le minacce di morte contro lo scrittore sono state al centro delle ultime dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia – pentiti - che hanno rilevato un piano del clan dei casalesi per ucciderlo.

Da due anni sotto scorta, Saviano ha recentemente espresso l'intenzione di voler abbandonare l'Italia e di poter vivere come una persona “normale” non schiacciata dal peso dell'enorme successo avuto da “Gomorra”. Il libro, tradotto in 43 paesi, ha venduto solo in Italia 1 milione e 200mila copie e rappresenterà il Belpaese nella sua trasposizione cinematografica omonima sotto la regia di Matteo Garrone ai prossimi premi Oscar.

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